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CHI SIAMO

Ciao!! Siamo Denise e Gabriele, coppia da una vita e costantemente in viaggio… Almeno con la fantasia!! Quando non lo si può fare fisicamente cerchiamo di scoprire realtà interessanti documentandoci su tutto il bello che questo mondo ha da offrire… E’ così grande e ogni piccolo angolo, anche il più remoto, nasconde qualcosa di assolutamente unico e magico che merita di essere vissuto… Ed è per questo che durante i nostri viaggi ci piace scovare sempre gli angoli meno turistici e più autentici, è lì che lasci il cuore, lì dove il contatto con le persone del posto o con la natura più selvaggia ti lasciano senza fiato.. Questo può accadere anche in posti che sembrano già saturi di turismo, come è successo quest’anno nello Yucatan messicano, fatto zaino in spalla e con bus locali, dove ci siamo ritrovati per due giorni in un villaggetto di pescatori fermo ai nostri anni ’90… Dove l’unico modo per cenare fuori era un camioncino di street food di un simil luna park dove la gente del posto si trovava per stare insieme con i propri bambini… Oppure mi viene in mente una coloratissima Cuba.. La realtà dell’isola è duplice, da un lato i resort e gli sfarzi dei bellissimi Cayos con le esclusive spiagge, ma da un lato il cuore vero, la Cuba vissuta tra le Case Particolares ed i pomeriggi passati sui dondoli ad ascoltare l’opinione di chi ti ospitava, la loro realtà quotidiana… Abbiamo conosciuto persone più in su con l’età che appoggiavano il governo e le ribellioni taciturne dei giovani che sognavano Miami… O ancora ripenso alle famiglie conosciute in una remota Java centrale, dove gli unici turisti (e quindi oggetto di innumerevoli selfie) eravamo noi.. Abbiamo trascorso una domenica con loro, facendo allegri pic nic lungo il fiume; gli sguardi allegri e felici di quei bimbi li abbiamo ancora impressi nella memoria, felici di buttarsi dalla cascata, di fare il bagno e di uscirne infreddoliti (perché l acqua era davvero gelida), ma con quegli occhi sorridenti e quella gioia contagiosa nel coinvolgerti… Ma avremo modo di approfondire ogni singolo viaggio, vi racconteremo le nostre avventure ed i nostri sogni nel cassetto… Nell’attesa di programmare e studiare nei minimi dettagli la prossima partenza!!

LE ESPERIENZE PIù BELLE

NON SOLO VIAGGIARE PER VEDERE, MA PER VIVERE UN PEZZO DI VITA IN PIù…

Questa la nostra filosofia, non solo vedere e scoprire posti nuovi, ma andare più nel profondo… Venire a contatto con la popolazione, con la fauna del posto ed immergersi nella natura più selvaggia… Il viaggio diventa, così, un’occasione per arricchire se stessi e scoprire un mondo diverso, in cui spesso la natura è protagonista. Unico requisito, non lasciarsi spaventare!!

E a proposito di paure, mi vengono in mente le mie (Denise), quelle che ho dovuto e VOLUTO superare per poter assaporare meglio la vita ed il viaggio… Pensare che avevo paura di VOLARE, ed il primo aereo che ho preso è stato un’intercontinentale con destinazione Melbourne, Australia… Ben 24 ore di volo!! Avevo paura di fare snorkeling (sì, è una paura assurda, è vero, ma nonostante sapessi nuotare mi assaliva il panico una volta in acqua!!)… Ma arrivati alle Maldive non avrei mai e poi mai perso l’occasione di vedere quei fondali e così… Mi sono letteralmente tuffata, lasciando alle spalle ogni paura, e la prima volta in acque maldiviane ho nuotato con le mante giganti!! La paura è svanita una volta che questi giganti del mare mi si sono avvicinati e con tanta eleganza hanno nuotato vicino a me senza sfiorarmi, ma con una danza così delicata che avrei voluto non finisse più!! Insomma, la mia strategia personale è… TERAPIA D’URTO!! E così oggi le cose che amo di più sono proprio i voli intercontinentali perchè so dove portano, so che nonostante l’attesa quello che mi aspetta è così bello che vale ogni singolo minuto passato su quell’aereo… E mi piace tantissimo fare snorkeling, non smetterei mai!! In entrambi i casi ci si immerge in mondi paralleli… Che sia una realtà completamente differente dalla nostra, oppure un mondo sommerso e colorato, in entrambi i casi si fanno incontri che non possono non lasciare il segno!!

Perciò che si tratti di incontri con animali preistorici, di un safari nel bush africano, delle stelle nel deserto del Wadi Rum, o di un alloggio immerso nella natura queste sono le esperienze che in un modo o nell’altro hanno segnato i nostri viaggi, arricchendo le nostre vite con esperienze uniche ed emozionanti!! Ve le raccontiamo una ad una in questa sessione e ricordate sempre che la vita va assaporata, in ogni sua forma, e se c’è qualcosa che ve lo impedisce, cercate di superare questo scoglio, credete, ne varrà assolutamente la pena!!

Se avete bisogno di maggiori info o contatti per ristorantihotel particolari, oppure agenzie per organizzare esperienze uniche come quelle che abbiamo vissuto in prima persona, contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

ISOLA D’ELBA, la perla del Mediterraneo

Sembra incredibile, ma, nonostante viviamo in Toscana, non avevamo ancora visitato l’Isola d’Elba.. Vuoi perchè preferiamo sempre visitare Paesi oltre confine perchè amiamo confrontarci con altre culture, altri sapori, altre usanze… vuoi perchè non propriamente economica, avevamo sempre rimandato questa visita.. C’è voluta una pandemia mondiale per farci venire la voglia di restare in Italia!! E così un weekend di fine giugno partiamo, destinazione Capoliveri!!

In un solo week end non è certo possibile vedere tutta l’isola, ma se non si è troppo distanti da Piombino, grazie alla disponibilità di orari flessibili e numerosi dei traghetti, è possibile sfruttare l’intero week end riuscendo a vedere diverse cose e soprattutto a godere di un mare trasparente e di una natura quasi incontaminata!!

Ma andiamo per ordine… Vediamo come trascorrere un week end tra terra e mare, senza spendere una fortuna!!

COME E DOVE ARRIVARE

TRAGHETTO

L’isola d’Elba è regolarmente servita da linee di navigazione che la collegano soprattutto con Piombino. Le società di navigazione che servono l’isola sono:

  1. BluNavy, servizio stagionale da maggio a ottobre per la tratta Piombino-Portoferraio.
  2. Corsica Ferries Sardinia Ferries, servizio stagionale da giugno a settembre per Portoferraio-Bastia e Piombino.
  3. Moby Lines, servizio annuale per la tratta Portoferraio-Piombino e stagionale da giugno a settembre per quella Cavo-Piombino .
  4. Toremar, servizio annuale per Portoferraio, Cavo e Rio Marina-Piombino, e stagionale da giugno a settembre per Rio Marina-isola di Pianosa.

AEREO

L’unico aeroporto è quello di Marina di Campo situato a 2 km dalla città, da dove partono voli per Pisa, Firenze e Milano-Linate e per alcune città svizzere.

Ricordate che esistono anche siti di comparazione prezzi come Traghettilines.it, ma la soluzione più economica è sempre quella di contattare prima l’hotel dove soggiornerete perchè molti hanno dei codici sconto e dei link da cui prenotare traghetto o volo, con cui ottenere fino al 20% di sconto!! Nel nostro caso abbiamo infatti optato per questa soluzione, ottenendo ben 15 € di sconto ciascuno sul prezzo del ferry…

MUOVERSI ALL’INTERNO DELL’ISOLA

L’Isola d’Elba è relativamente piccola, ed è quindi possibile girarla sia in auto, che in motorino, ma è ben servita anche da una rete di bus ben organizzata che collega le principali città (per info e orari controllate il sito della Compagnia Toscana Trasporti Nord) ed in alta stagione viene messa a disposizione dei turisti anche una navetta che collega le principali spiagge e attrazioni dell’isola ad orari continuati e fino a tarda serata.

Per il nostro week end abbiamo optato per il bus, avendo solo due giorni a disposizione non era conveniente imbarcare pure l’auto ed in generale infatti conviene: per il breve periodo non imbarcare mezzi e muoversi con bus o in alternativa noleggiare un motorino (costo circa 35 euro al giorno), per chi trascorre all’Elba una settimana o più, imbarcare l’auto o il motorino proprio…

IL NOSTRO WEEK END TRA TERRA E MARE

Spiaggia di Pareti, Capoliveri

Visitare l’Elba in un solo week end è possibile? Non è certo fattibile girare tutta l’isola, ma ci si può comunque godere alcune delle sue spiagge dalle acque trasparenti e passare momenti di relax immersi in una natura incontaminata prendendo come punto di riferimento una sola zona, meglio se nell’area orientale perchè più collegata ai porti di sbarco (Piombino, Rio Marina e Cavo).

Nel nostro caso decidiamo di avere come base Pareti, prendiamo un hotel direttamente sulla bellissima spiaggia di sabbia e ciottoli a nemmeno 5 minuti di auto da Capoliveri (in questa baia avrete la scelta tra tre hotel, più o meno dello stesso livello, tutti con una magnifica vista mare!!). La scelta si rivelerà più che azzeccata… La spiaggia è bellissima e da qui si possono fare diverse escursioni… Vicino a Capoliveri vi sono le antiche miniere da poter visitare, i suggestivi percorsi di trekking o bike del “Capoliveri Bike Park” (100 km di sentieri e strade panoramiche ed interscambiabili tra loro divise in 5 percorsi permanenti di diversa difficoltà e lunghezza) ed il borgo medievale dove poter passeggiare ed assaggiare i prodotti tipici della zona.

Prendiamo il primo traghetto della mattina da Piombino e alle 9.00 del mattino siamo già in terra Elbana… Da Piombino ci sono corse per Capoliveri orarie, e per qualche minuto perdiamo il bus delle 9,00… Ci troviamo quindi ad aspettare un’ora il successivo delle 10,00, ma, così felici di fare finalmente una mini vacanza post Covid, non ci scoraggiamo e ne approfittiamo per fare una merenda al volo!! Dopo una mezz’oretta arriviamo alla stazione dei bus di Capoliveri, dove troviamo ad aspettarci il gestore dell’hotel che ci porterà in meno di 5 minuti a Pareti!! Purtroppo, a causa della pandemia è stato tolto il servizio di navetta che sarebbe stato comodo anche per girare le varie spiagge della zona… Rimaniamo quindi in spiaggia per rilassarci e spulciamo i vari punti panoramici della zona, percorrendo i percorsi accessibili dalla spiaggia… Sicuramente ci fosse stata la navetta avremmo avuto pure il tempo di vedere almeno un’altra della miriade di insenature e piccole baie avvolte dalla inconfondibile bellezza e profumo della vegetazione mediterranea, come le calette di Morcone, Pareti e Innamorata, un tempo piccoli centri di pescatori, oggi trasformati in rinomati luoghi di villeggiatura, oppure come le tranquille spiagge di Naregno, Madonna delle Grazie, Felciaio, Norsi o i più frequentati e attrezzati lidi di Lacona, Lido e Margidore.

Ci godiamo un bellissimo tramonto dalla spiaggia sulla bellissima baia di Pareti ed aspettiamo il giorno successivo per esplorare l’antico borgo…

La baia di Pareti al tramonto

Il giorno seguente ci godiamo il bel mare di prima mattina, mentre nel primo pomeriggio ci spostiamo nel borgo, passeggiando tra gli stretti vicoli e assaporando gli antichi piatti dei minatori tra uno scorcio vista mare e l’altro!

Il borgo di Capoliveri, arroccato su una collina a 167 metri s.l.m. e in passato legato all’attività agricola e mineraria, è oggi uno dei più caratteristici e attivi centri elbani, ricco di fascino e di storia. Caratterizzato da un’architettura assai particolare il paese conserva ancora l’aspetto del borgo medioevale con i suoi stretti e pittoreschi vicoli ad arcate chiamati “chiassi”, che nascondono piccole botteghe artigiane e simpatici locali dove è possibile gustare un piatto tipico o un buon bicchiere di vino. Deve la sua fortificazione ai pisani che la costruirono nel periodo medioevale per difendere il paese dalle continue incursioni dei pirati saraceni. Una testimonianza di quell’epoca sono i resti della Chiesa di San Michele, luogo di culto in stile romanico.

Capoliveri

Veduta dall’alto del Borgo e del suo mare

Da qui riprendiamo quindi il bus in tarda serata che ci riporterà all’imbarco dei traghetti a Piombino.

Quello che aggiungeremmo al nostro week end in questa zona, e che non abbiamo potuto fare a causa di una momentanea immobilità motoria post trauma di Gabri, è la visita alle miniere oppure un giro in bici tra i percorsi del Capoliveri Bike Park, escursioni che per noi sono sicuramente solo rimandate!!

Questo il nostro itinerario di due giorni all’isola d’Elba, se avete bisogno di maggiori infocontatti per ristoranti o hotel contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

SLOVENIA

Tra mari e monti, a due passi da casa

La confinante Slovenia, nostra cugina, è stata meta di un week end di diverse estati fa… Una piacevole scoperta, facilmente accessibile dall’Italia via terra, può accontentare sia gli amanti del mare con la sua costa di spiagge acciottolate che quelli delle montagne, con le vette più alte, i fiumi, i laghi e le cascate delle Alpi Giulie, delle Alpi di Kamnik e della Savinja e del Pohorje… Avendo fatto solo un fine settimana, avevamo optato per la costa, lasciando Lubjana e la zona interna (irrinunciabile il fiabesco lago di Bled) ad un prossimo viaggio, ma avendo a disposizione anche solo un week end lungo (in 5 giorni già si riesce a vedere molto) si riescono a fare entrambi gli itinerari.. Speriamo di potervi raccontare presto anche della zona montana, il lago di Bled è ormai da troppo tempo sulla bucket list!!

Ma andiamo per ordine… Cosa occorre per entrare in Slovenia via terra dall’Italia?

  1. Documento di identità (CARTA D’IDENTITÀ oppure PASSAPORTO) valido per tutto il tempo necessario al viaggio
  2. Vignetta per l’auto

La vignetta per la Slovenia è un contrassegno obbligatorio per chiunque percorra i tratti autostradali del Paese. Infatti, se vuoi viaggiare in Slovenia, si deve acquistare il bollino prima di entrare in autostrada e posizionarlo sul parabrezza in modo che sia visibile. I bollini possono essere acquistati presso tutti i distributori di benzina della Slovenia e dei Paesi limitrofi e presso le filiali dei club automobilistici nazionali ed esteri, gli uffici postali e alcune edicole. Noi mi ricordo la avevamo acquistata in Italia, ad un benzinaio subito dopo Trieste. Per maggiori info su dove acquistare la vignetta potete consultare l’elenco dei punti vendita.

Il costo di questa vignetta dipende dalla classe di pedaggio, esistono abbonamenti settimanali, mensili o annuali, ma è possibile anche farne una giornaliera come avevamo fatto noi… Unici esenti dal pagare la vignetta sono gli autocarri che superano le 3,5 tonnellate. Si può evitare questa spesa percorrendo le strade statali anzichè le autostrade (sono segnalate con dei cartelli dal colore giallo, mentre le autostrade sono segnalate in verde). Inoltre, se volete aggiungere qualche giorno in Croazia, oppure il vostro obiettivo è arrivare in Croazia passando per la Slovenia, un percorso alternativo che non richiede l’acquisto del bollino sloveno è la strada statale E61 che connette Fiume (Rijeka) a Trieste.

E adesso, vignetta alla mano, partiamo!! Passata Trieste, troviamo subito il confine e sbrigate le procedure di controllo della frontiera ci troviamo sul territorio sloveno. La prima cosa che salta all’occhio è il costo della benzina… Fateci caso e ricordatevi di fare il pieno!! Qui si paga tre volte meno e siamo a tre ore da Firenze!!

Benchè la costa slovena sia poco estesa, conta solo 47 chilometri, pullula di località straordinarie, tutte da scoprire!! La nostra destinazione sarà Pirano, caratteristica cittadina dalle case dai colori vivaci, dalle suggestive spiagge ed uno splendido lungomare affacciata sul golfo di Trieste. Da qui prenderemo le bici del nostro Bed and Breakfast ed andremo alla scoperta della città e della vicina Portorose, godendoci l’aria frizzantina che sa di salmastro ed il buon pesce che la cucina slovena sa offrire…

Pirano dall’alto, foto presa dal web

Considerata la più bella città della Slovenia costiera, Pirano ha sviluppato la sua economia sul sale che – ancora oggi – viene estratto nelle sue saline secondo il metodo tradizionale. Sorge su di una penisola e si caratterizza per le tante scalinate che scendono fino alle spiagge, oltre che per la sua vecchia struttura medievale, per le viuzze strette con le tipiche casette colorate, per l’influenza Veneziana che si respira in ogni angolo. Cominciamo a visitare la città partendo da Piazza Tartini, il salotto cittadino dove svettano la Casa Veneziana, altri sontuosi edifici e il Monumento a Tartini, dopodichè proseguiamo verso il porticciolo fino ad arrivare alla Punta dove si trovano diversi ristoranti e taverne e da cui si si nota la scultura della sirenetta. Ci “perdiamo” tra le splendide vie della città che regalano scorci suggestivi e ci dirigiamo verso Piazza 1° Maggio prima, al cui centro si trova una cisterna in pietra in cui si raccoglieva l’acqua piovana, e verso la Chiesa di San Giorgio poi, splendida in stile barocco e situata sul colle della città. Il campanile, non a caso dedicato a San Marco, è una fedele riproduzione dell’omonima basilica veneziana, e salendoci si gode di una stupenda vista del Golfo di Trieste. L’ultima chiesa che visitiamo è quella di San Francesco, con il famoso chiostro dei Frati Minori, un vero e proprio gioiello architettonico.

Piazza Tartini, Pirano

In poco più di mezza giornata avrete girato l’intera città, è piccolina ed è un piacere gironzolare tra le sue splendide viuzze!! Dopo un pranzo a base di pesce (ad un prezzo super cheap!!) prendiamo le nostre bici ed in 15 minuti di pedalata siamo a Portorose, conosciuta come la “Montecarlo slovena”… Ed infatti ci ricorda molto la famosa città-stato della Costa Azzurra… Qui si respira un’aria diversa, più vivace, giovane e modaiola… Questa allegra cittadina costiera è rinomata soprattutto per la vita notturna, i casinò, i grandi hotel stellati e gli stabilimenti termali. Nonostante valga la pena di essere visitata, soprattutto se si è in cerca di divertimento, noi sentiamo fin da subito la nostalgia della cara e placida Pirano e dopo aver preso parte ad una festa su uno dei tanti pontili, riprendiamo le nostre bici e ci andiamo a godere il tramonto sulla costa est della nostra cittadina preferita!!

Il giorno seguente ci godiamo il mare trasparente che questa città offre proprio ai suoi margini e nel pomeriggio ci incamminiamo verso casa… I nostri occhi si sono riempiti di tanta meraviglia in così poco tempo e ce ne andiamo carichi di quell’aria frizzantina che solo posti come questi sanno regalare, appagati di un week end all’insegna del divertimento e della spensieratezza!!

Questo il nostro itinerario di due giorni sulla costa slovena, se avete bisogno di maggiori infocontatti per ristoranti o hotel contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

JAVA, culture antiche e vulcani da scalare

Java è la meno estesa delle quattro grandi isole della Sonda, ma è il cuore dell’Indonesia, di cui è la parte più popolosa (vi abita il 60% dell’intero Paese) e sviluppata economicamente. Di maggioranza musulmana, conserva un passato buddista e Induista, ne sono prove i due più celebri templi, Borobodur (buddista) e Prambanan (Indu). Per noi è la porta d’accesso per la scoperta di questa fantatica Terra, atterriamo infatti a Giakarta e prendiamo subito un volo interno che ci porterà dritti dritti a Yoja dove staremo due notti.

DA YOJAKARTA A SOLO

Ad attenderci all’aeroporto troviamo Andre, ragazzo timido e riservato, ma che ci accoglierà con un sorriso favoloso e ci porterà alla scoperta della Java centrale… Alla fine del nostro percorso insieme ci dispiacerà tantissimo lasciarlo, la sua compagnia ed il suo sorriso ci mancheranno tantissimo!! Siamo tutt’oggi ancora in contatto ed insieme abbiamo dei bellissimi ricordi!!

Dedichiamo il primo giorno a Yoja ai dintorni della città… La nostra prima alba è sul Borobodur… Attendiamo impazienti il sorgere del sole sulla collina di Setumbu (da qui si ha una visuale completa sul paesaggio intorno al tempio, ma è bene sapere che c’è un supplemento in più da pagare sul ticket) e quando il cielo si colora e si intravede la sagoma del famoso tempio l’emozione sale!! e ai vicini villaggi tra templi minori e risaie, che scopriremo con un bel giro in bici; in serata andiamo a vedere il tramonto sulle dune di Gumuk Pasir, zona costiera e di villeggiatura, soprattutto per i locali.

Il mattino seguente scopriremo la città antica di Yoja, conosciuta per le arti tradizionali e il patrimonio culturale. Il suo complesso di edifici reali, o kraton, riccamente ornato e risalente al XVIII secolo, ospita il palazzo del sultano, ancora abitato. Mentre vi si trovano ancora le rovine dei palazzi caduti durante l’ultimo grande terremoto… È una città unica nel suo genere e qui abbiamo trovato i prezzi più bassi di tutto il nostro viaggio per l’acquisto di oggetti di artigianato… Naturalmente ci siamo sbizzariti con gli acquisti!! Nel primo pomeriggio con il nostro amico Andre ci incamminiamo verso Solo, fermandoci fino al tramonto a Prambanan, che in questo momento della giornata assume un fascino particolare, con il gioco di colori aranciati e le ombre sugli imponenti templi…

Di prima mattina iniziamo quindi la scoperta dei dintorni di Solo… E’ una zona che ci è piaciuta tantissimo, la natura qui da il meglio di sé ed è stata forse la parte di Java più autentica!! Giriamo tra templi indu in stile balinese e le risaie, orti verticali e colline coltivate a te, e facciamo merenda in uno dei posti che più ci hanno colpito.. Sulle sponde di un fiume dove le famiglie locali si riuniscono con i bambini felici di buttarsi nelle acque gelide del fiume!! è stato uno dei giorni che mai dimenticheremo, un’esperienza bellissima dove abbiamo scoperto la vera essenza del popolo Javanese e della loro curiosità verso lo straniero, il diverso… Ci siamo sentiti dei vips!! Per concludere in bellezza abbiamo assistito ad uno spettacolare tramonto sulle risaie terrazzate… Una giornata intensa, che ci ha regalato forti emozioni!!

Di prima mattina Andre ci promette di visitare il mercato di Solo e noi ne siamo entusiasti!! Impareremo che i mercati a Java iniziano alle 2 del mattino e alle 9 tutto è già sgomberato… Nonostante l’ennesima sveglia all’alba il mercato è davvero caratteristico e meritava una visita prima di lasciare la città.. Ci aspetta infatti un lungo tragitto in treno che in 8 ore ci porterà a Probolinggo… A malincuore salutiamo il nostro amico Andre e ci prepariamo a questa nuova avventura alla scoperta della Java orientale…

Venditrice al mercato di Solo

JAVA ORIENTALE – BROMO E IJEN

E dopo 8 lunghe ore di treno eccoci arrivati a Probbolingo, dove ad attenderci ci sarà Fandy, nostro fedele compagno per i prossimi tre giorni. Avere un’agenzia per questa parte di Java è a nostro avviso indispensabile… Arriverete stanchi e avrete sempre sveglie che suoneranno molto presto, per fare dei trekking spesso impegnativi… Cercare dei mezzi e arrivare sprivveduti è impensabile oltre che pericoloso… Abbiamo avuto l’esperienza diretta di due ragazzi conosciuti sul treno che non avevano prenotato niente.. All’arrivo in stazione si sono affidati a degli pseudo taxi che li hanno lasciati in mezzo al nulla, dove l’unica alternativa era affidarsi alla loro agenzia che si trovava guarda caso proprio dove erano stati scaricati… Considerando poi che la sveglia sarà alle 2 del mattino non è possibile avere contrattempi di questo tipo… Non bisogna perdere nemmeno un’ora o si perderà un giorno intero o l’alba sul Bromo

Quindi arriviamo in tarda serata a Cemoro, cena veloce e a letto… La sveglia suonerà alle 2 del mattino, i ragazzi ci porteranno al punto panoramico ancora al buio con una jeep colorata.. Da qui faremo un brevissimo trekking ed aspetteremo l’alba… Ricordatevi di portare una giacca pesante ed un cappellino di lana perché qui fa veramente freddo!! Se ve ne dimenticaste sarà possibile noleggiarli in loco per qualche rupia comunque… Aspettiamo impazienti la luce del sole ed al primo raggio davanti a noi si apre uno spettacolo unico e quasi surreale… Uno dei paesaggi più belli mai visti… E più il sole va su, più ci scaldiamo e più il Bromo si accende di colori aranciati… È davvero uno spettacolo della natura, è impossibile non rimanere affascinati dal fatto che la natura abbia iniziato il suo cammino evolutivo da circostanze come questa!!

Lasciamo a malincuore questa visuale così primordiale della Terra e rimontiamo sulla nostra jeep azzurra che ci porterà ai piedi del vulcano per fare il vero e proprio trekking, attraverseremo il mare di sabbia (una zona desertica formatasi all’interno della caldera di un antico vulcano che, sprofondando, ha dato vita ad altri quattro coni vulcanici, quelli visibili ad oggi), fino ad arrivare sull’orlo del cratere e sentire il borbottio arrivare dalle viscere della Terra… È stato semplicemente sensazionale ed emozionante ascoltarlo!!

Questo vulcano è sacro agli induisti e il suo nome deriva dal nome del dio Brama, il dio distruttore e creatore a cui è stato eretto anche un piccolo tempio all’interno della caldera. Le ceneri, che ricordano il borotalco, ricoprono e soffocano interi boschi, ma allo stesso tempo, in altre aree vicine rendono la terra particolarmente fertile.”

Una volta scesi rientriamo in hotel per la colazione e salutiamo il Bromo per scoprire un’altra realtà, completamente differente e decisamente più tropicale.. La cava di Ijen!!

Arriviamo nel primo pomeriggio a Banyuwangi, dove Fandy ci ha riservato un hotel carinissimo e con piscina, per poterci finalmente rilassare un po’… Anche perchè la scalata al Kawah Ijen non sarà un passeggiata come quella al Bromo, ma sarà decisamente più impeganativa.

Qui la sveglia suonerà addirittura a mezzanotte, verso le 1.30 siamo ai piedi della cava ed iniziamo la scalata notturna. All’inizio è molto leggera, ma man mano ci si avvicina alla sommità del cratere, i nostri fisici cominciano a risentire della fatica e delle inalazioni di zolfo… Per questo assicuratevi sempre che la vostra agenzia vi abbia messo a disposizione delle mascherine… Vi aiuteranno molto nella respirazione!!

Intorno alle 3:00 di notte siamo sulla cresta più bassa del cratere, adesso comincia la scesa dentro il cratere per vedere le famose blue flames, il terreno è roccioso ed è facile scivolare… Scendiamo con non poca tensione, ma in una mezz’oretta arriviamo a pochi passi dalle fiamme blu e lo stupore per lo spettacolo che si apre davanti a noi ci ripaga di ogni fatica!!

Il paesaggio intorno a noi è surreale: il buio, i fasci di luce, il fumo, le fiamme blu, i turisti con le maschere…

Non ci fermiamo troppo, l’odore di zolfo è veramente forte… Ripercorriamo la strada a ritroso e per l’alba siamo di nuovo sulla cresta!! Facciamo l’ultimo sforzo per arrivare ancora più in cima, sul punto panoramico, dove al primo raggio di sole ci apparirà il lago acido in tutto il suo splendore!! Pensare che eravamo lì pochi minuti prima!

E’ in quel preciso istante, quando vedi il cielo colorarsi di rosso ed il lago di azzurro, quando tanto contrasto cromatico con il verde della vegetazione tutta intorno che finalmente si rivela con la luce del giorno, che tutto passa!! La fatica fatta, il sonno perso, le inalazioni di zolfo… Dimentichi tutto alla vista di tanta bellezza!!

Questo tour de force si conclude all’imbarco dei traghetti, salutiamo il nostro fedele Fandy e ci imbarchiamo (nel costo del tour di 3 gg è compreso anche il biglietto del traghetto)… Già dal ferry si intravede la costa di Bali e non vediamo l’ora di rilassarci su una delle sue splendide spiagge!!

Questo il nostro itinerario di otto giorni a Java, se avete bisogno di maggiori infocontatti per driver o hotel contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

BALI, l’isola degli Dei

Bali, isola degli Dei? Sicuramente i suoi templi sono affascinanti, non solo per l’architettura, ma anche per il contesto in cui sono inseriti, folte foreste tropicali e natura rigogliosa… L’aria che si respira durante le cerimonie religiose è rilassata, il profumo di frangipane ovunque, i giardini tropicali, la cura dei dettagli, fanno di Bali una location spettacolare… Il turismo però a nostro avviso ha giocato un brutto scherzo a quella che un tempo poteva essere un’isola paradisiaca…

Ma veniamo a quella che è stata la nostra esperienza… Sbarchiamo a Bali dopo una lunga nottata sul cratere Ijen e non vediamo l’ora di poter lasciare i nostri zaini, fare una doccia e rilassarci in spiaggia… Arrivando con il taghetto da Java a Gilimanuk scegliamo di fare una notte di stop a Pemuteran, nella parte nord di Bali, ex villaggetto di pescatori ed oggi tranquilla zona di villeggiatura, molto soft, senza la ressa delle spiagge al sud di Bali…

Il primo impatto che si ha dell’isola arrivati al porto sarà la costante di tutta la permanenza… Assaliti dai vari taxi ufficiali e non, già si capisce che il turismo è visto completamente in maniera diversa rispetto alla vicina Java, nonostante la zona non sia tra le più inflazionate…

Pemuteran è comunque una buona soluzione per chi come noi cerca un punto di appoggio venendo da Java via mare, l’atmosfera è rilassata e l’aria che si respira è quella tipica delle zone di villeggiatura… Ha una spiaggia carina seppur scura, un sacco di ristorantini con tavolini direttamente sulla spiaggia e per chi decide di trascorrervi più di una notte è possibile fare in giornata il Parco Nazionale di Bali Barat l’unica area protetta di Bali, che occupa una vasta area nella zona nord-occidentale dell’isola e dove un tempo c’era anche la tigre (l’ultimo esemplare fu avvistato e purtroppo ucciso nel 1937). Qui è possibile fare escursioni a piedi sotto la guida del personale del parco ed un discreto snorkeling… Le escursioni sono organizzate dalle varie agenzie che troverete in paese, ed in ogni caso quasi tutti gli hotel propongono gli stessi pacchetti, più o meno ai soliti prezzi, quindi non avrete problemi ad organizzare un’uscita in barca di snorkeling o un trekking nel parco anche direttamente in loco, fissandoli il giorno prima…

DALL’ESTREMO NORD AL CENTRO CULTURALE DELL’ISOLA, UBUD

Il mattino seguente verrà a prenderci il nostro driver per portarci ad Ubud dove trascorreremo 4 notti… Prendere un driver per questo tratto a nostro avviso è la soluzione più azzeccata perchè lungo il tragitto (non certo breve) avrete modo di vedere già molte delle cose più belle ed irrinunciabili di Bali ed ottimizzerete molto i tempi… La prima tappa sarà l’iconico Ulun Danu Bratan temple, il tempio indù del 1633 dedicato a Shiva che sorge sulle sponde del lago di Bratan.. Portatevi qualcosa da mettere perchè il clima qui è tropicale freddo, essendo a 1200 mt sul livello del mare, a valle dei monti di Bedugul.. Da qui la nostra seconda tappa, l’irrirunciabile trekking a piedi (si possono fare percorsi anche in bici noleggiandole sul posto) tra le risaie terrazzate patrimonio Unesco di Jatiluwih… Ci sono sentieri più o meno lunghi e più o meno difficoltosi, potrete scegliere in base al tempo a disposizione e alla vostra preparazione, ma in ogni caso sarà bello perdersi tra le risaie, completamente immersi nella natura, il paesaggio è davvero suggestivo e considerate almeno due ore di tempo da dedicare a questo spettacolo naturale e di ingegneria umana perchè davvero è rigenerante!! Le risaie di Jatiluwih infatti sono realizzate e gestite secondo il famoso principio induista del Tri Hita Karana, secondo cui ogni opera umana deve rispettare il paesaggio circostante ed essere in armonia con gli dei, le persone e l’ambiente naturale. Per rispettare questi dettami, le risaie di Bali vengono alimentate da un sistema di irrigazione molto particolare chiamato Subak, una tecnica antichissima, risalente ad oltre 1000 anni fa e caratterizzata da un’impronta decisamente eco sostenibile e attenta agli aspetti naturalistici.

Finiamo in bellezza visitando al tramonto il Para Taman Ayun, altro tempio indù sorto sempre nel 1600 e caratterizzato da splendidi e rigogliosi giardini. Il luogo è tranquillo e non invaso dal turismo. Si può vedere l’area di preghiera (preclusa ai non fedeli) girando attorno al muretto basso. Con i colori aranciati del tramonto questo tempio diventa davvero suggestivo. Arriviamo quindi in serata ad Ubud dove passeremo le successive quattro notti.

ALLOGGIARE AD UBUD

I successivi 4 giorni li dedicheremo ai dintorni di Ubud. Abbiamo pensato di dividere il soggiorno in due hotel differenti; le prime due notti le passeremo in pieno centro di Ubud, in modo da avere ristoranti e locali per la sera comodamente a due passi da casa, le ultime due notti dormiremo immersi nelle risaie circostanti Ubud, a 15 minuti di macchina dal centro… Non è stato semplice decidere dove dormire, l’offerta è tanta e ci si trova a dover scegliere tra comodità e tranquillità… Il centro di Ubud infatti è abbastanza caotico, pieno di locali e negozietti… E l’aria rilassata che immaginavamo proprio qui non si respira, nonostante quasi tutti gli hotel e GH, anche i più economici, al loro interno abbiano giardinetti e aree verdi.. Alla fine è una scelta che rifaremmo, per i primi tre giorni abbiamo preso Ubud solo come base per esplorare i dintorni, quindi ci è risultato comodo a fine serata girare a piedi e scegliere un ristorante per la cena, senza dover prendere taxi o navette, mentre l’ultimo ce lo siamo preso per goderci la tranquillità dei suoi dintorni e la spa immersa nelle risaie… In base alle vostre esigenze e al mezzo di trasporto che sceglierete per il vostro soggiorno a Bali vi consigliamo il centro storico (prendete come riferimento l’Ubud Market e Palace e la via Arjuna, area pedonale dove sorgono i maggiori ristoranti e Warung) se non avete un mezzo proprio e la sera volete muovervi a piedi, mentre se avete uno scooter a noleggio oppure alloggiate a Ubud anche per rilassarvi e state più giorni di noi, i dintorni di Ubud offrono alcuni tra gli scenari più suggestivi di Bali, e potrete pure togliervi lo sfizio di alloggiare in una villa con piscina privata vista risaie ad un prezzo ragionevole. Alcuni hotel, come quello che avevamo scelto noi, offrono il servizio di navetta gratuito per il centro, anche se ad orari fissi. Ci sono comunque taxi che ad ogni ora e con pochi soldi vi porteranno in centro.

Ubud Palace

DINTORNI DI UBUD

Non avendo a disposizione moltissimi giorni, cerchiamo di ottimizzare i tempi girando con il driver e cercando di concentrare più cose nello stesso giorno… Se avete a disposizione più tempo di noi potrete fare lo stesso itinerario benissimo in autonomia noleggiando uno scooter ed avendo tempi più rilassati… Sappiate però che in teoria occorrerebbe avere la patente internazionale per il noleggio, anche se raramente vengono fatti controlli a riguardo, e ricordate che le strade di Bali sono molto trafficate e buie, oltre che malmesse, quindi evitate di viaggiare dopo il tramonto…

Iniziamo il primo giorno al mattino presto per evitare la ressa di turisti con la Monkey Forest, una bellissima riserva ai piedi di Ubud immersa in una lussureggiante e ricca vegetazione, dove vivono più di 340 scimmie, comunemente conosciuti come macachi cinomolghi appartenenti  a 4 gruppi diversi. Ricordatevi sempre che non è consigliabile avvicinarsi agli animali né dar loro da mangiare, poichè potrebbero reagire in modo aggressivo. In questo verde manto boschivo si trovano vari templi e un cimitero, e vederli completamente avvolti dalla vegetazione è molto suggestivo, anche se ormai questo luogo, oltre che dalle scimmie, è stato preso d’assalto anche dai turisti… Caratteristica purtroppo comune a molti altri siti che visiteremo a Bali e questo a nostro avviso, ha fatto perdere molto del fascino e della spiritualità di quest’isola…

Continuiamo la scoperta dei dintorni di Ubud alla volta del Tirta Empul, dove troviamo in atto una cerimonia religiosa per fortuna non accessibile ai turisti, che invece possono immergersi nelle acque sacre all’esterno del tempio e purificarsi sotto le fontane sacre della piscina…

Nel pomeriggio vedremo le ormai famosissime risaie di Tegallalang, passando dal Mount Batur ed il suo lago… Le risaie si arrampicano per circa 10 km sulle sinuose colline che costeggiano la vallata, sono irrigate sempre secondo il metodo subak come quelle di Jatiluwih, ma il paesaggio qui è diverso, più collinare e più concentrato, meno dispersivo delle altre… Qui si trovano molte swing, le famose altalene che vedete nelle foto più suggestive di Bali, ma che perderanno molto del loro fascino quando vedrete i prezzi e le file di turisti in coda per salire…

Finiamo l’intensa giornata alle cascate di Tegenungan, bellissime a livello naturalistico, ma anch’esse sfruttate al massimo come attrazione turistica: il percorso che porta alla cascata è disseminato di bancarelle, punti ristoro, nidi, strutture per scattare selfie e altalene. Per arrivare alla cascata si paga un biglietto e per salire fino alla sommità della cascata è necessario pagare un secondo pedaggio, la cifra è comunque molto bassa (35000 rupie circa in totale).

LA COSTA EST

Il nostro quarto giorno a Bali lo dedichiamo alla costa est dell’isola, raggiungiamo, sempre con il nostro fedele driver, di prima mattina l’ormai famoso tempio di Lempuyang con la sua porta del Paradiso da cui si ha la vista sul vulcano, diventata ormai icona su Instagram. Il paesaggio intorno al tempio è veramente suggestivo, dal parcheggio, si prendono dei tuc tuc collettivi per raggiungere la sommità della collina dove il tempio è situato e da lì si accede al primo livello, quello dove si trova la famosa Porta… Il resto del Tempio non è accessibile ai non fedeli, almeno durante la nostra visita, perchè si stava preparando una cerimonia religiosa… Una volta arrivati, la delusione… Già di prima mattina una fila infinita di turisti per fare la famosa foto e… l’acqua… Non esiste!! Non c’è nessun lago!! E’ soltanto un gioco di specchi che si sono inventati dei ragazzini che per una mancia scattano una decina di foto ad ogni turista… Sicuramente lo scenario che ci immaginavamo era del tutto diverso, ma nonostante questo il paesaggio che si vede sia dalla Porta che da sopra il tempio è spettacolare!! Andateci di prima mattina, sia per limitare le ore di coda se vorrete fare la foto alla porta, sia per avere una visuale stupenda sul monte Agung!! In tarda mattinata infatti sale la foschia che copre tutto!! Per strada ci fermiamo al Tirta Gangga water palace, un ex palazzo reale noto soprattutto per le piscine disseminate nel suo giardino… Il palazzo prende il nome dal fiume Gange le cui acque sono considerate sacre, essendo fondato sulla credenza induista balinese. Sulla via del ritorno decidiamo di rilassarci in una delle bellissime baie che si trovano lungo questo tratto di costa. Scegliamo Virgin beach, un’insenatura nascosta tra la vegetazione e non ancora assalita dal turismo di massa, caratterizzata da una lingua di sabbia bianca dove il colore del mare raggiunge un turchese accecante… Qui passiamo le ultime ore della giornata prima di rientrare nel nostro hotel tra le risaie terrazzate fuori Ubud e rilassarci dalla lunga giornata..

UBUD ED IL SUO ARTIGIANATO

L’ultimo giorno ce lo lasciamo per visitare il mercato di Ubud ed il palazzo di prima mattina, dopodiché passeremo il resto del tempo a rilassarci e a farci coccolare nella Spa del nostro hotel immerso nelle verdi risaie…

Ubud è davvero il centro culturale dell’isola con i suoi templi e palazzi, ma direi che è anche il centro artigianale e manifatturiero di Bali.. Si dice che i balinesi abbiano le mani d’oro ed in effetti troverete sparsi un po’ ovunque negozi e negozietti dell’artigianato locale, molto ben fatto… Si va dalle borsette in rafia all’arredamento… Mobili intarsiati in legno o gabbiette in ferro da giardino… Il mercato centrale di Ubud è un tripudio di colori e vale la pena anche solo visitarlo… Ma state certi che non riuscirete a venir via senza aver comprato almeno un oggetto!!

E tra mercati e massaggi finisce la nostra avventura balinese, il mattino seguente ci aspetta un volo per scoprire un altro mondo, Flores!! Durante la programmazione del nostro itinerario avevamo volutamente lasciato meno spazio a Bali, dando priorità a Java e Flores e forse proprio per questo, per non averla vissuta in piena autonomia, girandola con calma e alla scoperta di realtà più autentiche, non ci ha lasciato granché… La paragoniamo spesso ad un bellissimo set fotografico … Sicuramente un tempo deve essere stata bellissima, la natura qui è rigogliosa, si può godere di paesaggi bellissimi, indimenticabili i trekking tra le risaie… ed i suoi templi e le cerimonie religiose in abiti tradizionali fanno di Bali un’isola unica nel suo genere… La grande mole di turismo però, con quel che ne consegue, traffico e caos per le strade, a nostro avviso ha tolto tanto alla magia e alla spiritualità dell’isola… È come se le avesse rubato in qualche modo l’anima…

Questo il nostro itinerario di cinque giorni a Bali, se avete bisogno di maggiori info, contatti per driver o hotel contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

FLORES, un’isola affascinante e tutta da scoprire

Visitare l’isola di Flores è fare un’esperienza unica, vedere con i propri occhi una realtà autentica di un popolo che conserva intatte le proprie tradizioni, di villaggi tribali, natura rigogliosa e di un mare con una barriera corallina mostruosamente bella, ricca e colorata!

Ma soprattutto passare del tempo con loro vi farà capire di quante cose inutili abbiamo nel “nostro mondo occidentale”, di quanto la vita possa essere più semplice e meno complicata avendo meno cose, meno comodità e di quanto si possa essere felici con un semplice sorriso di una persona cara. Al rientro vedrete la vostra quotidianità, con occhi diversi, ogni comodità non sarà più scontata; quest’isola e la sua realtà non potrà non farvi cambiare prospettiva e modo di pensare! è una realtà che ti cambia da dentro!!

DOVE DORMIRE

Ad esclusione della rinomata Labuan Bajo, punto di accesso allo stupendo parco di Komodo, l’isola non è stata ancora toccata dal turismo, si trovano poche, pochissime guest houses, semplici e spartane, ma dove verrete ripagati da un’accoglienza che vi farà dimenticare i vostri amati comfort! Sono perlopiù gestite da famiglie del posto, camere basiche, spartane con veramente il minimo necessario, ma comunque pulite. Assicuratevi che ci sia acqua calda (il che non è sempre scontato!) soprattutto nei villaggetti montani tipo Moni perché sentirete davvero il bisogno di una rilassante doccia calda a fine serata!!

TRASPORTI

Non essendo ancora molto turistica, è carente di infrastrutture, al tempo del nostro viaggio era presente una sola strada che percorreva l’intera isola ed attraversava punti molto “panoramici”… Abbiamo notato però alcuni cantieri stradali.. Può darsi che si stiano attrezzando per cercare di limitare i tempi di percorrenza… Non esiste una vera rete di trasporto pubblico, il modo più veloce per girarla è affittare un un driver che vi accompagni in giro per l’isola… Proprio perchè poco turistica su internet avevamo avuto difficoltà a trovarne uno, ma tramite il nostro hotel a Maumere abbiamo avuto la fortuna di incontrare Steven, un ragazzo dall’aspetto burbero, ma in realtà una persona d’oro… Gentile, sempre disponibile ed un vero amico… Purtroppo proprio quest’anno è venuto a mancare nonostante la giovane età e proprio perchè abbiamo avuto modo di conoscere la famiglia consigliamo a chi volesse intraprendere un viaggio nell’entroterra di Flores la moglie o il fratello.. Sono persone carinissime, non ve ne pentirete!! E contribuirete al sostentamento di una povera ragazza rimasta da sola a crescere due figli ancora piccoli… Vi lascio i contatti Palaus Akaput su Fb e Maria Heleonora Hormat wapp +62 81246271990

Se ci si vuol dilettare a girarla più liberamente, è possibile noleggiare uno scooter e fare alcuni tratti con questo mezzo, alternandolo ai pick up e pullmini locali che si possono incontrare lungo il percorso, ma naturalmente i giorni a disposizione devono essere abbastanza, almeno 15 se si vuol includere anche il Parco di Komodo…

Baia di Maumere

MAUMERE

Il nostro tour alla scoperta di questa fantastica isola è durato soltanto 9 giorni, ma in realtà per scoprirla e viverla appieno ne occorrerebbero molti di più.. Con volo diretto da Bali approdiamo a Maumere, dove decidiamo di concederci due notti per rilassarci nella sua fantastica baia!! Qui si respira quell’aria rilassata da isola tropicale, si vive la vita dei pescatori che alla sera rientrano al tramonto, facendosi aiutare a spiegare le reti dai loro bambini, che aspettano sulla spiaggia impazienti il rientro del padre.

Sono presenti alcune sistemazioni spartane ma carine, pochi bungalows direttamente sulla spiaggia. Il turismo qui è raro ed ancora deve evolversi.. Eppure lo ricordiamo come uno dei posti più belli mai visti!!

Baia di Maumere

In giornata abbiamo deciso di visitare la baia di Maumere che, se già da riva si prospettava ricca di fauna marina, ci siamo resi presto conto che i colori dei coralli e della vita marina di questa parte di oceano non ha eguali!! Coralli, pesci e stelle marine azzurri, spugne di un giallo accecante, pesci pagliaccio… E le spiagge rosate di Babi Island non sono certo da meno!! È bastato noleggiare uno scooter fino al porticciolo e da lì prendere una imbarcazione moooolto locale dove praticamente eravamo gli unici ospiti!!

Babi island

Dopo un paio di giorni di relax e snorkeling da favola siamo partiti alla scoperta dell’entroterra dell’isola, accompagnati da Steeven, abbiamo risalito Flores fino a Labuan Bajo… Avendo non troppi giorni abbiamo optato per un tour di 4 gg e tre notti, ma avendone a disposizione di più è possibile toccare anche Riung ed il Parco delle 17 isole a cui purtroppo abbiamo dovuto rinunciare…

DA MAUMERE A MONI

Pronti, partenza, via!! Si parte!! Visitata la cittadina di Maumere siamo passati alla costa opposta, andando a Koka Beach, non una, ma due lingue di sabbia bianchissime abbracciate da una vegetazione rigogliosa. L’area è così chiamata per via delle piantagioni di cacao presenti lungo il sentiero per arrivare alla spiaggia, seminate dagli svizzeri che ricavavano il cacao per la loro eccellente cioccolata.

Dopo qualche ora di puro relax ci siamo incamminati verso Moni, villaggetto montano alle pendici del Kelimutu.

KELIMUTU FINO A BAJAWA

Al mattino prestissimo, quando ancora la notte è fonda, ci siamo alzati per la scalata al Kelimutu e per vedere l’alba dalla cima del cratere… La scalata è abbastanza semplice perché si arriva in macchina proprio vicino alla cima e dall’ingresso del parco alla vetta si fa un trekking in mezzo alla bellissima vegetazione per poco più di quaranta minuti… Siamo stati fortunati perché il cielo era limpido ed i laghi si sono rivelati in tutto il loro splendore!!

I due laghi azzurri nei crateri del Kelimutu

La leggenda narra che nelle acque dei tre laghi riposino gli spiriti dei defunti… Quando qualcuno muore, il suo spirito si dirige a Kelimutu, e si tuffa in uno dei laghi, a seconda dell’età e dello stato d’animo il lago assume una colorazione diversa. In particolare il Tiwu Ata Mbupu, che assume le sfumature del blu è il luogo dove le anime degli anziani si recano per riposare dopo una lunga vita giusta. Le acque del Tiwu Nuwa Muri Koo Fai sono invece verdi, mentre quelle del Tiwu Ata Polo variano dal rosso al marrone scuro. Quando i laghi cambiano colore gli abitanti del luogo credono sia arrivato un nuovo spirito, o che qualcuno che già abita il lago abbia cambiato il suo stato d’animo…

Il terzo cratere, il lago degli inferi

In ogni caso lo spettacolo che la natura sa regalare in questo angolo di mondo è davvero suggestivo e merita da solo il viaggio!!

Una volta sceso (con la luce del giorno stavolta!) il Kelimutu, abbiamo girato per il villaggetto di Moni vedendo solo alcune delle numerose cascate e ammirando paesaggi da cartolina!! Ci siamo incamminati quindi alla volta di Bajawa facendo diverse tappe e passando per foreste tropicali e spiagge di sassi azzurri, per finire ancora una volta ai piedi di un altro imponente vulcano, l’Inerie…

I VILLAGGI TRIBALI

Visitare villaggi tribali è stata una priorità fin dall’organizzazione del viaggio ed eravamo curiosi di capire quanto di autentico c’era in quello che avevamo visto prima della partenza… In realtà sono comunità locali che vivono tutt’oggi in questo tipo di villaggi, secondo riti propiziatori soprattutto legati all’agricoltura e alla semina. L’isola è a prevalenza di religione cristiana, risentendo della colonizzazione portoghese, ma a Flores, come in altre isole indonesiane, esistono ancora queste minoranze etniche che conservano intatte le loro tradizioni ed i loro riti.

Il primo villaggio che abbiamo incontrato è stato Wologai e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti, in quanto non si trattava di villaggi costruiti appositamente per i turisti come purtroppo a volte accade in alcune parti del mondo, bensì di una realtà autentica… è buona norma all’ingresso lasciare una donazione…

Lasciato Wologai, abbiamo proseguito verso Bajawa incontrando mercati locali e facendo tappa a Blue Stone beach, una spiaggia dalla sabbia scura, ma ricoperta dai famosi sassi blu che si trovano in questa parte di Flores e che purtroppo stanno sparendo a causa del massiccio sfruttamento da parte dell’uomo.

Esplorate le varie calette ricoperte da sassi blu, abbiamo proseguito il nostro itinerario fino a Bajawa, dove abbiamo alloggiato in un beb proprio ai piedi del famoso vulcano, carino e immerso in un giardino tropicale ricco di farfalle coloratissime e dalle dimensioni enormi!! È forse l’unico degno di nota che abbiamo incontrato nel nostro tour, purtroppo gli standard delle GH a Flores è molto basso e trovarne uno con acqua calda è già una conquista.

La vista dal nostro b&b ai piedi del vulcano Inerie

DA BAJAWA A RUTENG

Da Bajawa abbiamo visitato Bena Village, subito al mattino prestissimo, quando la bellissima foresta tropicale che questa zona offre, regala quel clima surreale che da l’impressione di essere sospesi tra foresta e nuvole…

Qui le donne del posto producono ancora a telaio i famosi tessuti sikka, colorati in maniera naturale con i prodotti e le erbe che la Terra offre loro ed è possibile acquistarli in loco .

Altra tappa degna di nota è stata la hot spring, piscine naturali di sorgenti di acqua calda e fredda alternate che provengono dal vicino vulcano. Rigenerarsi nella natura più selvaggia è davvero un toccasana!! La natura di Flores ci ha sorpreso in ogni attimo ed in ogni giorno vissuto sull’isola… Semplicemente esuberante!! Concludiamo la giornata a Ruteng, pronti per la tappa successiva!!

DA RUTENG A LABUAN BAJO

Ruteng è stata una vera scoperta! Il paesaggio che si prospetta è principalmente fatto da risaie terrazzate, colline intere di un colore verde accecante… La cittadina invece, è caratterizzata da un’architettura coloniale e la vita scorre lenta con tradizioni semplici… L’ingenuità e la curiosità dei bambini in divisa nell’averci con loro alla messa del doposcuola ci hanno commossi…

Lasciata Ruteng, sulla strada per Labuan Bajo abbiamo assistito ad uno spettacolo naturale particolare ed unico nel suo genere… A Cancar si trova un vasto campo di riso a forma di ragnatela, visibile dall’alto da un punto panoramico dopo un breve ma intenso trekking… Questa risaia con questa forma così particolare è tipica delle popolazioni del luogo che usano suddividere le coltivazioni in porzioni, ognuna appartenente ad una diversa famiglia…

Le spider Rice field

A metà pomeriggio siamo arrivati a Labuan Bajo, salutando a malincuore Steven che è stato la nostra fedele guida per questi quattro giorni, giorni che non dimenticheremo per le meraviglie di cui i nostri occhi ed il nostro cuore si sono riempiti!!

Questo il nostro itinerario di sei giorni a Flores, se avete bisogno di maggiori info, contatti per driver o hotel contattateci pure, saremo felici di poter condividere con voi le nostre esperienze e facilitarvi l’organizzazione del vostro viaggio!!

Un pensiero speciale va al nostro amico Steven che ci ha accompagnato con tanta gentilezza e disponibilità alla scoperta della sua terra, delle sue origini, della sua famiglia… Se avremo per sempre dei ricordi così speciali di questa isola meravigliosa è anche grazie a lui!! Un abbraccio forte amico, ovunque tu sia!!

The Labyrinth

Quando il turismo si trasforma in dialogo e interazione tra culture, conoscenza di realtà autentiche e sostegno alla popolazione locale

Questa volta siamo in Centroamerica, abbiamo conosciuto questo operatore di Turismo responsabile e comunitario durante l’organizzazione del nostro viaggio nello Yucatan, tra Messico e Guatemala ed abbiamo avuto modo di conoscere meglio i progetti che questo si pone nell’affiancare la popolazione locale organizzando dei veri e propri viaggi di gruppo improntati al turismo sociale, generando anche impatti positivi in ambito educativo, finanziando borse di studio a differenti bambini e bambine presenti nelle comunità maya in cui opera.

Bambini delle comunità locali – foto presa dal loro sito

Organizzare un viaggio con The Labyrinth vuol dire venire a stretto contatto con la “popolazione indigena e le comunità locali, in modo tale che queste possano correggere, ampliare e riscrivere la loro storia attraverso momenti di dialogo in cui il turista riceve informazioni sulla realtà sociale, culturale, storica, politica e spirituale del territorio”. Si crea insomma uno scambio interculturale e per chi visita queste terre il viaggio diventa una vera e propria esperienza di vita… Inoltre gran parte del ricavato si ferma a beneficio delle comunità locali, alle famiglie che vi ospiteranno e ai differenti gruppi comunitari coinvolti nel viaggio stesso.

The Labyrinth opera tra Messico e Guatemala al momento, ma conta di ampliare i propri orizzonti anche in altri stati del latino America.

Nella nostra esperienza personale, avendo organizzato un viaggio fai da te tra Messico e Guatemala, con voli già prenotati, avevamo delle date e dei tempi da rispettare e purtroppo non abbiamo avuto modo di far coincidere gli itinerari proposti, ma sarebbe stata un’esperienza che ci sarebbe piaciuta provare!! Ormai avrete capito che appoggiamo in pieno questo tipo di turismo ed il vedere il lato più autentico dei posti che visitiamo!!

Se avete più tempo di noi però è un’esperienza che consigliamo, se non con un itinerario completo, anche solo sperimentando le singole esperienze che The Labyrinth propone sul lago Atitlan e in altre zone del Guatemala, o del vicino Chiapas. Dalla visita alle piantagioni di caffè, alle cooperative che tessono i meravigliosi tessuti locali… Varrà la pena!!

Seguite i loro viaggi e gli itinerari che propongono anche su Instagram @thelabyrinth_viaggietici o tramite la pagina facebook 

Endelea

Moda etica, è possibile? Sì, se si sogna in grande

La storia di Francesca ha dell’incredibile, non poteva sfuggirci!! Ne avevamo sentito parlare da un’amica che abbiamo in comune e l’abbiamo poi ritrovata in tv, durante un’intervista di Licia Colò a “Il mondo insieme” e da lì ne siamo rimasti assolutamente affascinati!!

La sua storia inizia in Zambia quando durante un viaggio nota le bellissime stoffe wax africane e si fa cucire da una sarta in loco una gonna… A capo finito, la delusione… Perchè (ed abbiamo sperimentato la stessa cosa sulla nostra pelle a Zanzibar), nonostante la buona volontà delle sarte e l’ottima qualità dei materiali, in questi Paesi manca la cultura della moda… La popolazione importa abiti dalla Cina oppure abiti usati dall’Europa che vengono rivenduti nei mercati locali. Chi si fa cucire abiti dai piccoli sarti locali, lo fa solo in occasioni speciali come matrimoni ed i loro canoni sono ben diversi da quelli a cui siamo abituati..

Da qui l’idea di fare di quelle bellissime stoffe dei capi di abbigliamento con design e gusto europeo, creando però una doppia interazione, (e questo è quello che ci piace e che rende unico e particolare questo progetto) non acquistare le stoffe e farle lavorare altrove, come tanti avrebbero fatto, ma creare uno scambio di competenze e conoscenze con queste persone.

Francesca sceglie come base Dar Es Salaam in Tanzania ed avvia la sua start up in collaborazione con l’amica e collega Serena Izzo, dando vita ad un progetto ambizioso ed ammirevole… Endelea, dream Bold.. Solo il nome la dice lunga… Endelea in lingua Swaili vuol dire “andare avanti, non fermarsi” e per un progetto così è importante non fermarsi davanti alle difficoltà e sognare in GRANDE, DREAM BOLD!!

Endelea acquista le tipiche stoffe wax nei mercati locali e le fa lavorare in loco, in laboratori di sarti e sarte tanzaniani in sinergia con lo studio di Milano dove vengono disegnati i modelli… Ma la parte più bella del progetto a nostro avviso e quello che rende onore a questa giovane imprenditrice è che parte del ricavato viene reinvestito in attività di formazione in loco, collaborando con le università locali, organizzando workshop gratuiti e sponsorizzando borse di studio. Un doppio progetto quindi, dare posti di lavoro in loco e stimolare nel lungo periodo lo sviluppo di un’industria moda in un Paese dove era pressoché inesistente…

Ad oggi Endelea è alla sua terza collezione, “bold” non è più solo la parola che descrive un sogno da realizzare, ma uno stile che si traduce in volumi e colori, versatilità e comfort. Capi ed accessori pensati per rendere protagonisti i colori dei tessuti wax africani, e non solo nell’ambito dell’abbigliamento, ma anche nell’home decor, con tovaglie, tovagliette, runner e federe per cuscini, per dare un tocco etnico ma comunque di classe anche alla casa e, nel nostro caso, ricordare una terra che ci è rimasta nel cuore con i suoi colori, la sua gente ed i loro sorrisi… Insomma, quando si dice che il Maldafrica esiste, noi ne abbiamo le prove, è tutto vero!!

Una cosa che ci ha incuriositi è stata la storia dei famosi tessuti wax, tipici africani ma che a noi ricordavano molto per genere e fattura anche se non nello stile e nei colori quelli lavorati con la tecnica batik che avevamo visto a Flores, in Indonesia… Ed infatti una correlazione esiste!

WAX: LA VERA STORIA

Tutto ha inizio nell’Ottocento nelle Indie orientali olandesi, l’attuale Indonesia, dove i tessuti erano colorati dalla popolazione locale usando la tecnica batik, ovvero impermeabilizzando zone che non si vogliono colorare coprendole con cera, argilla, resina o altri materiali impermeabilizzanti ed immergendo il tessuto nel colore.

Il tentativo degli europei di riprodurre questa tecnica a macchina per ottenere tessuti da vendere a basso costo portò alla nascita di una versione imperfetta del batik: dove la cera si incrinava venivano a crearsi puntini e macchioline che agli indonesiani non piacevano ma agli africani sì, perché capaci di apprezzare il fatto che ogni stoffa fosse diversa dall’altra.

Il gusto delle donne dell’Africa occidentale contribuì all’evoluzione delle stampe verso tavolozze più brillanti e motivi particolari, anche legati a proverbi ed eventi locali. Ogni disegno aveva un nome, un significato e una storia – spesso inventata dal venditore – e dunque diventava un messaggio da lanciare con il proprio abbigliamento. Oggi sono i clienti a dare ai disegni un significato, collegandoli alla politica e alla vita quotidiana, ai sogni e alle speranze.

Le tipiche stoffe wax africane

Se avete a cuore il binomio moda & etica, allora dovete assolutamente conoscere questo brand, andate sul loro sito ufficiale e se volete fare o farvi un regalo, sappiate che tutti i prodotti Endelea sono acquistabili direttamente online, su endelea.it .

Instagram: @endelea_official

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